Documento Politico dell'Esecutivo Provinciale PSI Lesse.


Documento politico: appello ai consiglieri regionali del PSI.
Il dibattito politico di questo tempo vede i partiti muoversi in un quadro di grande instabilità ed incertezza.
I vari tentativi di creazione di nuovi soggetti politici mediante l’unificazione di piccoli partiti e nuove realtà politiche risultato di precedenti scissioni hanno dimostrato, sempre più, di essere un esercizio faticoso e improduttivo: mere giustapposizioni ad altre micro-realtà in sommatorie prive di robusti comuni denominatori.
Questi tentativi sono stati la necessaria risposta dei partiti più piccoli a leggi elettorali inique ed antidemocratiche, votate nelle diverse sedi istituzionali con l’intento di soffocare, fino ad azzerare, il pluralismo politico-culturale che da sempre ha connotato il nostro Paese e che è garanzia di democrazia.
Tutto ciò è avvenuto ad esclusivo vantaggio dei partiti maggiori ed è stato imposto con la falsa promessa che avrebbe portato grandi benefici per la governabilità e la stabilità politica, anche quando questi requisiti non erano richiesti, basti ricordare il caso delle elezioni europee.
Ed invece il problema della instabilità e della governabilità attanaglia ancora oggi una maggioranza parlamentare straordinariamente ampia e formata da soli due partiti.
Occorre smascherare questo processo di mera concentrazione del potere, con azioni concretamente mirate ad assicurare una migliore e più efficiente governabilità dello Stato come degli Enti locali, e chiedere a gran voce l’eliminazione di qualunque sbarramento elettorale.
Entrando nello specifico della nostra realtà regionale il problema dell’eliminazione dello sbarramento del 4% per le prossime elezioni regionali va posto con forza alla coalizioni di centro-sinistra. La stessa coalizione che in campagna elettorale si era ufficialmente impegnata ad eliminarlo se fosse risultata vincitrice dalla competizione.
Siamo alla vigilia delle nuove elezioni regionali e questo impegno non è stato ancora assolto. Non si può rimandare oltre!
I socialisti devono liberarsi dal ricatto dell’aggregazione ad ogni costo per poter offrire il loro contributo più autentico alla politica e all’attività di governo. Tale necessità non esclude che si debba parallelamente lavorare per costruire intese programmatiche di lungo respiro, sulla base di chiare affinità di visione politica.
E’ arrivato il momento di mettere da parte la responsabilità del governare, troppe volte anteposta agli interessi del partito, per dare una possibilità di futuro alla più nobile tradizione politica italiana quale è quella del Partito socialista.
Lecce, lì 19 novembre 2009
L’Esecutivo Provinciale PSI Lecce

In risposta alla lettera del Presidente della Fondazione "Di Vagno".

Condivido in pieno le considerazioni di Gianvito Mastroleo soprattutto quando, riportando anche il pensiero di Rino Formica parla di socialismo come cultura politica “tuttora non superata”. Mai considerazione, a mio parere, è stata più vera visto che al momento nessuna coalizione politica, partitica o di movimento, è stata in grado di colmare il divario, ormai ritengo incommensurabile, tra i bisogni e le istanze dei cittadini ed il mondo sempre più distante della politica.
Ritengo, dunque, che la “mission” del Partito Socialista non sia ancora conclusa e forse, fino a che albergheranno il bisogno, l’ingiustizia, la disoccupazione, l’omofobia, il razzismo il socialismo continuerà ad esistere.
Lo leggeremo negli occhi di un bambino che chiede l’elemosina all’angolo di una strada, in quelli di un padre di famiglia che non sa più come andare avanti, negli occhi di chi non vede futuro per se e per i suoi figli o nello sguardo di chi giorno dopo giorno sente calpestare i suoi diritti, perché la meritocrazia non esiste più.
Qual è allora il compito dei socialisti? Mastroleo ha ragione quando dice che dobbiamo riappropriarci della nostra storia e che la ricetta di oggi non può che essere la passione ed il metodo di lavoro che hanno contraddistinto l’operato dei Pietro Nenni, Di Vagno , Lombardi, Pertini, lo stesso Tommaso Fiore e di molti altri ancora. Questo non vuol certo dire vivere di “amarcord”; significa soltanto rimboccarsi le maniche e ricominciare dal principio. Solo così potremo riuscire a trasferire ai nostri giovani non gli ideali socialisti –perché quelli sono insiti nell’uomo- ma insegnare loro a saperli riconoscere.


Antonella Daloiso (Esecutivo Provinciale PSI Bari)

Lettere del Presidente della Fondazione -Di Vagno- per una "ideale Galleria degli innovatori della cultura della sinistra e del Socialismo."


FONDAZIONE “Giuseppe Di Vagno (1889-1921)”




Cari compagni,

mi fa piacere inviarvi un estratto del n. 8 di Mondoperaio, anche per segnalarvi che per i Socialisti i mesi di novembre-gennaio 2010 sono densi di ricorrenze di straordinario valore storico e simbolico che non vanno dimenticate: per richiamare la passione e il metodo di lavoro al quale converrebbe tornare ad ispirarsi, più che per scrivere ricette per l’oggi.
· Cent’anni fa scompariva a soli 49 anni, dopo carcere e persecuzioni, Canio Musacchio uno dei padri del sindacalismo italiano socialista fra la fine dell’800 e i primi del ‘900, fondatore della Camera del Lavoro di Bari (lo ricorderemo a Gravina il prossimo 11 dicembre);
· Trent’anni fa scompariva Pietro Nenni (lo ricorderà Mondoperaio con un numero speciale della Rivista che anche noi presenteremo a Bari, appena possibile);
· Venticinque anni fa toccò a Riccardo Lombardi, il «riformista rivoluzionario», uno degli artefici dell’Autonomia socialista e padre della programmazione democratica (è stato ricordato a Roma il 23 ott. scorso nel Convegno, la cui registrazione è disponibile nel sito http://www.mondoperaio.it/., aperto dalla bella relazione di Fabrizio Cicchitto;
· Dieci anni fa moriva «in esilio» Bettino Craxi: rievocheremo con una ricostruzione storica la sua Biografia politica e umana nel Convegno «Bettino Craxi: l’Italia che cambia», organizzato dalla Fondazione, il 29 gennaio Bari, sala della Provincia;
· Ricorre in questi giorni (15 novembre) il cinquantesimo anniversario del «Programma fondamentale» di Bad Godesberg della socialdemocrazia tedesca;
· Qualche settimana fa è deceduto a Roma Giuliano Vassalli, l’ultimo testimone, con G. Pieraccini, del socialismo del XX° secolo; al suo Riformismo è dedicato il Volume Frammenti di Storia a cura di Matteo Lopresti, edito da Palomar, che presenteremo a Bari quanto prima.

E’ la ideale Galleria degli innovatori della cultura della sinistra e del Socialismo, non solo Italiano, che abbiamo il dovere di ricordare, con quello che ognuno lascia: non «per guardare dallo specchietto retrovisore» ma per segnalare che il Socialismo non è morto - come il «comunista mai comunista» Walter Veltroni noiosamente continua a preferire – mentre i suoi valori sono più vivi che mai, anche per fronteggiare la crisi indotta dalla globalizzazione: come segnala Nicola Cacace nell’heri dicebamus del numero in edicola di Mondoperaio, che mi permetto allegarvi.

E’ vero, il PSI e la sua classe dirigente fu distrutto dal giudici fra il ‘93 e il ’94, ma i socialisti in questi ultimi anni non si sono risparmiati nulla, proprio nulla!

Eppure, di là dalle sue forme organizzate, il Socialismo «in perenne divenire» (Formica) resta la cultura politica tuttora non superata per regolare la complessa realtà politica, sociale ed economica che abbiamo di fronte: coltivare quella Cultura - nelle forme della modernità - è il compito che tocca a noi.

La Fondazione Di Vagno – con umiltà e libera da interessi – cerca di farlo e continuerà con costanza, sperando nella partecipazione dei Socialisti, di tutti i Socialisti a prescindere dalle scelte individuali di ognuno, e seguendo l’insegnamento salveminiano «…. fa quel devi, accada quel che può!».

Non mancheremo di tenere informati tutti degli appuntamenti programmati per i prossimi mesi.

Con un fraterno saluto.

Novembre 2009

Gianvito Mastroleo

Costruire un centro sinistra allargato per sconfiggere la destra.

Riunito il direttivo provinciale del Partito Socialista
Costruire un centro sinistra allargato per sconfiggere la destra



Il direttivo provinciale del Partito Socialista, a proposito delle difficoltà che incontrano i soggetti politici all’interno di Sinistra e Libertà, auspica il superamento di incomprensioni e polemiche sterili, rimboccandosi le maniche e mettendosi al lavoro per la campagna elettorale sulla base di idee condivise.

I socialisti baresi sono ancora convinti che all’interno di Sinistra e Libertà si possa trovare spazio e contribuire attivamente alla costruzione di un centro-sinistra allargato che superi gli attuali confini per poter sbarrare la strada al centro-destra.

I socialisti pongono altresì con forza la necessità del superamento o della modifica della legge elettorale per cancellare l’iniquo e antidemocratico sbarramento del 4% che, nelle competizioni elettorali soprattutto amministrative, mortifica e limita la partecipazione dei territori alla gestione democratica.

Nel corso del direttivo non sono mancati riferimenti alla stretta attualità politica: Avevamo ragione – si è detto - a diffidare della politica creativa di Tremonti: il Parlamento, infatti, ha affondato la “Banca del Sud”.

Quello che preoccupa è che il governo delle Destre e della Lega continua a tenere bloccato il Parlamento in virtù più di una sorta di “amnistia mascherata” che di una vera riforma della giustizia, mentre in Italia si aggrava il problema della disoccupazione.

In particolare, il direttivo provinciale del PSI ha espresso grande inquietudine per l’aggravarsi nella provincia di Bari della crisi occupazionale, oltre che per i ritardi del governo nazionale ad assegnare le risorse dei FAS alla Puglia. Se questi fondi fossero attribuiti nella regione potrebbero essere sbloccate molte iniziative imprenditoriali creando, tra l’altro, occupazione.
Il Direttivo Provinciale della Federazione PSI Bari
(Pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 16 novembre 2009)

Un po’ di buona volontà … e di buon senso.



di Gianvito Mastroleo

Sinistra e Libertà, nata sotto la spinta del più visibile dei suoi fondatori, Nichi Vendola, a meno di un recupero finale di buon senso, rischia di vanificare le speranze e le illusioni del primo avvio.
Gli sforzi per evitare l’esito finale stentano a produrre risultato perché si rivolgono agli effetti, non alla causa della crisi: l’anomalia, cioè, della nascita di un partito che, accomunando i fondatori nella speranza di “più sinistra”, non tenne conto di quel che oggi appare ineluttabile.
La loro diversità (non inconciliabilità) culturale: riformisti e socialisti, radicali e antagonisti accomunati da una debolezza, lo sbarramento della legge elettorale per le europee e la delusione della “vocazione maggioritaria” di Veltroni, e dalla forza di voler assicurare fisionomia di moderno partito di governo potendo mettere in campo la forte esperienza del Governatore della Puglia.
Il fardello delle tensioni delle rispettive origini, mini-scissioni dai contenuti ideologici o la battaglia congressuale perduta ancorchè giusta di Vendola e solo per alcuni un passato riformista.
Storie politiche e narrazioni personali diverse, dunque, decidono di fare un «partito»: non secondo il modello del “partito comunità”, di uomini che si ritrovano per condividere una forte visione del mondo, ma per aver trovato un leader pieno di passione, dall’indiscusso carisma politico e fascino personale.
D’altra parte, Vendola legittima il “suo” movimento a Bruxelles in una saletta interamente tappezzata da ritratti di Marx, il “grande vecchio ebreo dalla barba bianca dalle larghe spalle” cui affidarsi, come dichiara all’Espresso; anche se nelle conversazioni private ma soprattutto in pubblico (come alla Fiera del Levante) ragionando fra sogno e concretezza, utopia e pragmatismo indica la via per una forza riformista e di governo, ma non trova il tempo di trasmettere al “suo” popolo il messaggio di mettere in soffitta le radicalità e le non sopite asperità verso gli “odiati socialisti”.
E nessun confronto sui contenuti valoriali e programmatici!
Illusorio immaginare, perciò, che la contaminazione sulle liste e candidature per le elezioni (europee, comunali e provinciali) avrebbe cancellato le differenze: le elezioni, anzi, anche per i relativi risultati hanno solo spalmato su più larghe superfici sospetti e risentimenti.
In questi mesi, piuttosto, si è fatto poco o nulla per sottrarre una formazione che per la sua stessa ragione fondativa avrebbe dovuto porsi come riferimento per altre, alla tentazione del modello di partito personalizzato e alla prassi sempre più invadente per cui le ragioni dell’adesione si attestano attorno alla persona più che al partito o al progetto; e dove il voto si caratterizza per l’attaccamento carismatico al leader che rappresenta o surroga, o per un legame fiduciario (molto più volubile) che affida le idee al circuito mediatico e spera di catturare l’attenzione alimentandosi di elementi delle personalità.
Il tentativo estremo di salvare “Sinistra e libertà”, dunque, andrebbe (anzi, va) affidato alla ricerca di quello che unisce su idee alte e programmi realizzabili, più che alle mediazioni sugli strumenti organizzativi, e puntando su eventi dal forte valore simbolico, come la partecipazione al congresso del PSE.
Non sono pochi i temi sui quali si può verificare capacità e voglia di ritrovarsi e proseguire il cammino, a partire da qui.
· La Giustizia, per verificare se la cifra comune sia l’antiberlusconismo, ovvero una proposta alternativa al progetto di impunità diffusa, per es. Costituzionalizzare il lodo Alfano;
· i diritti civili e le carceri, per una immediata attivazione di strumenti per democratizzare il controllo della vita quotidiana del detenuto, attraverso un Garante per i loro diritti;
· le istituzioni regionali, con un progetto di semplificazione del reticolo di centri paradecisionali, la soppressione di poltronifìci e stipendifìci, l’efficienza della PA e la riduzione dei costi della politica;
· i partiti e la democrazia interna, più che occasione di alimento del ceto politico.
· e altri, naturalmente.
Lecito dunque invocare il buon senso, perché intervenire solo sugli effetti, piuttosto che sulle cause della crisi, né la risolve né aiuta per lasciarsi senza rancori.



P.S. Apprendo ora ora di un Forum che si sarebbe svolto oggi in Fiera del quale - forse per esclusiva mia colpa - non ero informato, ma al quale sarebbe stato interessante partecipare: saranno certamente emersi non pochi altri argomenti di discussione, innanzitutto sui quali va aperto il confronto

La Fabbrica di Nichi :15 Novembre 2009 , Fiera Del Levante -Bari- .



La Fabbrica di Nichi apre alle ore 10 del 15 novembre 2009 presso lo Spazio 7 della Fiera del Levante, a Bari.

A marzo 2010 si terranno in Puglia le elezioni regionali.
Il patto siglato cinque anni fa da Nichi con tutti i pugliesi è stato mantenuto:oggi, la Puglia è migliore.
La Puglia di Nichi è una regione proiettata verso il futuro, più ricca e attrattiva, innovativa, sostenibile e accogliente. L’eccezione pugliese è un esempio per tutto il mezzogiorno ed è riconosciuta come esperienza virtuosa in Italia ed in Europa.
Per questo motivo, vogliamo riconfermare Nichi Vendola come presidente della Regione Puglia.Per farlo, ci mettiamo al lavoro, insieme, in una fabbrica. Di persone, di idee e di passione.
La Fabbrica di Nichi.
La Fabbrica di Nichi è un evento di bilancio dell’esperienza di governo della Puglia e, insieme, l’avvio della scrittura del nuovo programma da parte di chi pensa che la Puglia possa e debba ancora migliorare.
La Fabbrica di Nichi è il luogo dove convivono i sinceri democratici, i riformisti convinti, i rivoluzionari permanenti. Una comunità di pugliesi che contrappongono una nuova ideadi sud contrapporre all’ideologia della paura e ai venti nordici dell’odio leghista.
La Fabbrica di Nichi è una giornata di politica e partecipazione aperta a tutti i cittadini pugliesi e oltre, alle realtà associative, alle esperienze di attivazione e cittadinanza, alle forze politiche e sociali democratiche e progressiste.
Non si tratta di un semplice comizio o di una conferenza: nella Fabbrica di Nichi nessuno è un semplice spettatore, ma tutti possono proporre argomenti, prendere la parola ed essere protagonisti.
Per tutte le info. visita http://fabbrica.nichivendola.it/

Convocazione Assemblea di Sinistra e Libertà Ecologia per le sezioni della città di Bari.

E' convocata l'Assemblea di Sinistra e Libertà Ecologia di Bari
per martedì ,10 novembre alle ore 18.00 presso l'Hotel Excelsior
in via G.Petroni-Bari-

All' o.d.g.:
a.. Costituzione del circolo di Bari;
b.. Campagna di adesione;
c.. Aree tematiche.

Tutti i compagni socialisti e i simpatizzanti iscritti alla sezione cittadina del PSI sono invitati.

Articolo dell’Ass. Onofrio INTRONA .


Pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno
del 08 novembre 2009
Un manifesto programmatico in vista delle elezioni regionali: sarà stilato dall’Assemblea a dicembre. Prima però, Sinistra e Libertà parteciperà con propri rappresentanti al congresso del Partito Socialista Europeo a Praga. Come dire che se mai ci fossero stati dubbi su un apparentamento del movimento di Nichi Vendola con i Socialisti, Verdi e con Sinistra democratica, questa decisione scaturita dal coordinamento nazionale di qualche giorno fa, li fuga tutti.

Non posso che esprimere soddisfazione per gli scenari politici che si aprono nel breve-medio termine e penso che a noi socialisti di Puglia spetti il compito di fare da battistrada verso nuovi orizzonti. Con atteggiamenti costruttivi che contribuiscano a mettere in luce propositi comuni ed analogie e, nel contempo, ci aiutino a superare le differenze culturali –che pure ci sono- tra il PS ed i soggetti politici che hanno aderito al movimento.

Sono convinto che nel manifesto programmatico troveranno spazio le ragioni storiche del socialismo italiano, legate al mondo del lavoro, all’emancipazione, alle lotte per i diritti civili ed a molto altro ancora. Battaglie che nel tempo hanno visto il popolo di sinistra molto spesso al fianco dei socialisti, ma altrettanto spesso perdersi tra i meandri dell’incomprensione.

Saranno dodici le regioni nelle quali sarà presente il simbolo di Sinistra Libertà Ecologia in occasione delle regionali ma credo che la Puglia debba fare da apripista non solo per ragioni di appartenenza e per il sicuro appeal che esercita Nichi Vendola, grazie anche alle buone pratiche del suo governo, ma perché forte è sempre stata e continua ad essere la tradizione socialista sul territorio.

Ma non è tanto questo che tengo a sottolineare. Piuttosto il fatto che, attraverso una sinistra democratica, riformista e ambientalista, lì dove non esiste più una politica basata su forze tradizionali, può esserci possibilità di offrire, soprattutto alle nuove generazioni, l’alternativa al berlusconismo ed al conservatorismo del quale alcune forze politiche sono affette. Come dire che SeL può dare a tutti la sponda giusta, per uscire da un oscurantismo innegabile e da un appiattimento inquietante soprattutto per quanto riguarda le soluzione alle questioni del Mezzogiorno.


Per questo, intorno al nuovo soggetto politico potranno trovare spazio tutti coloro che vorranno impegnarsi in una più energica battaglia in favore del Sud basata non sulla fabbrica delle illusioni o su soluzioni palliative, ma piuttosto su una politica condivisa prima di tutto dalla società civile fatta di progettualità e impegno. Credo che soprattutto queste siano le vere ragioni del perché i socialisti abbiano deciso di intraprendere un percorso all’interno di Sinistra e Libertà. Le nozze non si fanno con i fichi secchi, ma devono poggiare su basi solide e condivise. Le azioni poste in essere in questi giorni non possono che darci ragione.

Onofrio Introna
Segreteria nazionale PS

Convocazione Direttivo della Federazione socialista di Terra di Bari.

Ai componenti il direttivo provinciale
Ai tutti i segretari di sezione
Ai consiglieri regionali
Ai consiglieri provinciali Bari
Ai consiglieri comunali delle città della Federazione
A tutti i sindacalisti dell’Area Socialista
A tutti gli iscritti e simpatizzanti




OGGETTO: convocazione direttivo, con la partecipazione di tutti i compagni di base,
della Federazione socialista di Terra di Bari.


A seguito delle decisioni assunte dalla Segreteria e dall’Esecutivo della Federazione Socialista di Terra di Bari, è convocato il direttivo provinciale:

Sabato 14 novembre ore 9.00 Hotel Riva del Sole (SS. 16 Giovinazzo/Santo Spirito)

Data la particolare importanza di tale incontro, alla vigilia delle Elezioni Regionali della Puglia e dei mutamenti in atto nella sinistra riformista italiana e pugliese, alla riunione di direttivo sono espressamente invitati e sollecitati a partecipare non solo tutti i segretari di sezione, come da consuetudine, altresì tutti i compagni anche non iscritti, a qualunque titolo o livello, che comunque intendano partecipare e/o dare il proprio contributo di opinione nell’incontro, dato il fondante momento politico.

Ordine del giorno:

-situazione politica e stato del Partito;
-elezioni regionali della Puglia;
-nomina coordinamento politico per l’Area cittadina di Bari e rilancio “Zone organizzative” del Partito.

ore 9.00 introduzione del presidente;
ore 9.30 relazione del segretario;
ore 10.00/13.00 dibattito;
ore 13.00 conclusioni.


Si prega tutti i compagni della massima diffusione e di assidua e puntuale partecipazione.

Bari, 7 novembre 2009.

Il segretario Il presidente
f.to Gino La Roccia f.to Tommaso Minervini

Omofobia e Nuovi diritti.

Il prossimo appuntamento della Fgs Bat è su “Omofobia e Nuovi diritti” organizzato all'Associazione "La Puglia Migliore", Federazione Giovanile Socialista Puglia al VinCaffè a Trani venerdì 6 novembre alle 18,30. Sarà presente il coautore del libro “Amore Civile”, quaderno Loris Fortuna, Guido Allegrezza, tra i fondatori dell’associazione omo – lesbo –transgender Queer-Italy.

Trasformare Sinistra e Liberta' in un partito? Troppo presto.

Bari 03 novembre 09


A tutte le Federazioni del PSI di Puglia
Trasformare il movimento di “Sinistra e Libertà” in un Partito di cui non è ancora chiaro il profilo politico è un errore.
Non ci sono al momento, come è emerso nell’assemblea di Bagnoli, né i tempi né le condizioni.
Lo ha dichiarato la Segreteria regionale allargata ai membri pugliesi della direzione nazionale del Partito Socialista Italiano, esprimendo preoccupazione per l’accelerazione impressa in questi giorni dal “Movimento per la Sinistra” che ha elaborato unilateralmente le regole per la celebrazione dell’assemblea del 18 Dicembre che verrebbe così ad assumere valore congressuale costitutivo.
Le iniziative, messe in atto in questi giorni dal “Movimento per la Sinistra”, tese a forzare le decisioni, rischiano di pregiudicare anche le ragioni della stessa alleanza elettorale.

La Segreteria Regionale ed i membri della Direzione Nazionale del P.S.I. di Puglia
Lello Di Gioia

Comunicato Segreteria Regionale PSI Puglia

Bari 03 novembre 09

Alle Segreterie Regionali di:
Partito Democratico
Italia dei Valori
Verdi
Sinistra Democratica
Movimento per la Sinistra
Rifondazione Comunista
Partito Socialdemocratico
Socialisti Autonomisti
Primavera Pugliese
Loro sedi



La Segreteria Regionale del Partito Socialista Italiano, concluse le primarie del PD che hanno eletto Bersani Segretario Nazionale e Blasi Segretario Regionale a cui vanno i migliori auguri di buon lavoro, ritiene finalmente archiviato il veltronismo che ha gravemente danneggiato lo stesso PD, la sinistra italiana e l’intero Paese.
Superate le esigenze congressuali del P.D. e dei Verdi è venuto il momento di porre all’ordine del giorno le imminenti elezioni regionali pugliesi. I Socialisti offrono la loro disponibilità per costruire in Puglia vecchie e nuove più larghe intese per la realizzazione di un moderno programma di riforme sostenuto da tutto il centro-sinistra.
Lo scarsissimo tempo a disposizione rimasto per programmare ed avviare la campagna elettorale consiglia l’immediata costituzione del tavolo per il programma, previa la convocazione di tutti i Partiti del centro-sinistra compreso il Partito Socialista Italiano che non ha delegato alcuno alla propria rappresentanza.
Per quanto sopra diamo da subito la nostra disponibilità e riteniamo che con le segreterie in indirizzo si possa con urgenza concordare la data per la prima convocazione, presupposto per un allargamento della maggioranza anche a tutte le forze riformiste e comunque alternative ai programmi del centro destra.
Sicuri di aver rappresentato una esigenza comune restiamo in attesa di contatti ed iniziative.


Il Segretario Regionale
On. Lello Digioia

Giuliano Vassalli, testimone di futuro .


di Tommaso Minervini

Mercoledì 21 ottobre 2009, a 94 anni, è morto Giuliano Vassalli, uno degli ultimi Padri dell’ Italia democratica e antifascista. Uno degli ultimi Padri che, assieme ad un’intera generazione di democratici e del socialismo liberale, ha contribuito a costruire le Istituzioni democratiche moderne. (qualche giorno prima il 18 ottobre sono stati ricordati i 100 anni della nascita di un altro grande Padre della democrazia moderna, su cui “fondare la speranza di futuro” : Norberto Bobbio).
Vassalli ha contribuito fattivamente a dar corpo a quei Valori di Giustizia e Libertà, a rappresentare l’Etica e l’impegno costante e senza clamore di un uomo politico, di un uomo delle Istituzioni. Uno degli ultimi Maestri che ha dato alla mia generazione lezioni di Diritto, lezioni di Libertà, di Etica e di Socialismo liberale. Mi pare doveroso ricordarlo non per aggiungermi ai tanti autorevoli commentatori del Suo valore post mortem. Ma quale testimone di Valori fondanti per il futuro.
Un riferimento non solo per i miei studi. Grazie a Beniamino Finocchiaro, ha avuto l’opportunità di conoscerlo, insieme ad un altro grande giurista socialista Massimo Severo Giannini, come punto di riferimento politico, di Libertà, Giustizia e di Etica.
Ho ascoltato direttamente da Giannini la liberazione di Pertini da Regione Coeli, fatta con Giuliano Vassalli.
Ho ascoltato direttamente da Vassalli le considerazioni sulla Giustizia e sulla esecuzione della pena durante la grave stagione delle brigate rosse e della “strategia della tensione”. Della barbarie degli omicidi di uomini politici (Moro), magistrati e uomini delle forze dell’ordine (come per il conterraneo Girolamo Minervini) che mai doveva far abbandonare la strada riformatrice, nel senso voluto dalla Costituzione democratica e antifascista, della Giustizia e della funzione penale. Mi sono nutrito, con fatica, all’esempio etico di questi grandi uomini.
Anche di Giuliano Vassalli, però, non è del passato che voglio discutere. Altri lo faranno più autorevolmente di me.
Desidero semplicemente registrare, anche per Vassalli, quale grande esempio rappresenta per la nostra generazione, che ha il compito di contribuire ad “organizzare la speranza di futuro”. Come quella generazione ha fatto con noi.
La prospettiva della riforma della Giustizia e della Magistratura, di cui in questi giorni si discute, come può essere affrontata senza far riferimento ai preziosi studi ed insegnamenti di Vassalli in tema di autorevolezza, austerità ed indipendenza della Magistratura nelle sue varie e diverse funzioni, ma tutte concorrenti al valore Giustizia. Semplici affermazioni, ma con una grande forza democratica, come tutti i grandi Valori scolpiti nella prima parte della nostra Costituzione: semplici e forti. Chiunque sincero democratico e uomo libero non può che vedere, in questo insegnamento, le linee maestre con le quali por mano al rilancio della Giustizia nel nostro Paese. Riportando sulle vie maestre un dibattito che sta assumendo derive disorganiche ai principi Costituzionali e ancor più derive funzionali a specifici interessi di parte.
Altrettanto per la esecuzione penale ed in tema di diritti verso la persona, che attualmente stanno assumendo derive discriminanti e violente. Verso una esecuzione penale violenta e scuola di criminalità per i deboli e tollerante coi forti. Ed in tema di diritti della persona l’insegnamento di Vassalli è un faro democratico che non può non farci vedere e criticare quelle leggi che puniscono non tanto i comportamenti illegali ma lo status giuridico e personale di un individuo.
La riforma dello Stato, attraverso una fase politica Costituente, che Vassalli ci ha insegnato essere un’ armoniosa costruzione istituzionale di poteri e contropoteri, dalle comunità originarie, i Comuni, alle istituzioni nazionali e sopranazionali, principi basilari di un qualunque Stato democratico. Con ciò correggendo gli attuali obbrobri e derive che hanno riformato ed intendono riformare la seconda parte della Costituzione in relazione alla convenienza del momento e di una sola parte politica.
E come non registrare la valenza Etica, pedagogica di una Politica, vissuta da uomini come Giuliano Vassalli, in un tempo presente in cui una grande nebbia mass mediatica confonde i cittadini, contrabbandando i vizi e le virtù private come distinti ed ininfluenti dai vizi e virtù pubbliche. In una sorta di schizofrenia morale che arriva a giustificare il raggiungimento dei fini, a qualunque costo. Senza occuparsi della funzione pedagogica della Politica e dello Stato, il cui oblio è una pericolosa deriva Etica, che porta alla riduzione della Libertà, all’impoverimento della Cultura, alla riduzione della persona umana e dei gruppi a meri strumenti di consenso da blandire, da manipolare. O al massimo da “contrattualizzare”. Una deriva trasversale che non interessa solo la politica e le istituzioni pubbliche, tracima in molti altri contesti, altri organismi, arriva nella società, alle “radici dell’erba”.
Come non assumere l’esempio di uomini come Giuliano Vassalli per “organizzare la speranza di futuro”, che ci indicano e testimoniano di un’Etica politica e delle Istituzioni, strettamente legata allo studio ed alle competenze sul campo, alla libertà del “bene comune” senza ricatti, di coerenza ed affidabilità etica. Sempre. In pubblico ed in privato. Una coerenza di virtù, come ci hanno insegnato questi uomini del socialismo liberale, come di tanti democratici e cattolici, innanzi tutto verso le persone, verso il proprio Paese, verso la propria città. Prima di tutto.
E la lezione del socialismo liberale che anche grazie a uomini come Giuliano Vassalli ci rende gli strumenti fondanti per il futuro e ci impegna, al di là e al di sopra di ogni organismo di appartenenza, ad essere “lievito” di una massa critica di cambiamento e di prosecuzione della interminabile e meravigliosa storia della emancipazione e della Libertà degli individui e delle collettività.
In una prospettiva ampia ed unitaria, di varie culture politiche e sociali, pensando al di sopra delle strutture organizzative. In una prospettiva Costituente, come ci hanno insegnato i tanti padri della democrazia moderna, testimoni come il nostro Giuliano Vassalli.

GIULIANO VASSALI – UN UOMO BUONO.

di Gianvito Mastroleo

Capita qualche vota di credere, forse di sperare, che l’inesorabilità della legge del tempo possa fare un’eccezione; che alcune persone possano sfidarla quella legge, di là dalla ragionevolezza.
E’ accaduto per qualche mese, nonostante le notizie della precarietà delle condizioni fisiche e la speranza di salutarlo Senatore a vita, con Giuliano Vassalli che, invece, giorni fa se n’é andato in punta di piedi a 94 anni, preoccupato, come solo i grandi sanno fare, che la sua morte non avesse dato a nessuno il fastidio di accorrere per salutarlo da ogni contrada d’Italia.
Allievi, Colleghi, Uomini di Governo, le più alte cariche del Parlamento, delle Istituzioni e dello Stato, i compagni lo avrebbero fatto: lui lo sapeva e, chiedendo che l’annuncio discreto del suo ultimo viaggio, come discreta al limite dell’umiltà è stata la sua grandezza umana, scientifica, politica, democratica, ha dispensato tutti.
Di Giuliano Vassalli, Maestro del Diritto, Uomo politico e di governo, Giudice delle Leggi, Socialista, Partigiano e antifascista nelle prossime settimane si scriverà molto; negli anni a venire si parlerà ancora di più per additarlo, si spera, come irrangiugibile esempio di rigore culturale, scientifico, accademico, e di coerenza politica.
In queste ore a chi senza merito ha avuto la sua Amicizia sia consentito di ricordarlo sotto il profilo umano, di Uomo semplice dallo sguardo profondo ma sempre affettuoso, dalla cordialità imbarazzante, come quando riusciva a imporre al suo pur restio interlocutore, se socialista, di chiamarlo semplicemente per nome e di dargli del tu, di saper facilitare il tono confidenziale, tuttavia mai leggero, come se ci si conoscesse da sempre, cancellando con un tratto di penna deciso e indelebile distanze abissali.
E di trovarti a tuo agio, sia che affrontassi discorsi a metà tra giuridico e politica, sia quando con preoccupazione, negli ultimi anni, si parlava del destino del socialismo italiano e del suo partito
.
Sempre cauto nelle risposte che, meditate, non arrivavano mai a caldo; e ancor più disposto ad ascoltare il tuo pensiero, curioso con rigore quasi scientifico di sapere quel accadeva dalle tue parti, quel che pensavano i compagni, gli orientamenti del gruppo dirigente.
Il suo era sempre un profilo basso, ma la disarmante discrezione nascondeva un’autorevolezza di fronte alla quale nessuno avrebbe potuto resistere, tanto meno contraddire.
Non a caso nei momenti più difficili della storia d’Italia, con i socialisti sempre alle prese con le loro responsabilità politiche e istituzionali, Giuliano Vassalli è stato il più ascoltato consigliere di Segretari di Partito, di Ministri, capi di Governo, Presidenti della Repubblica: avvenne con Nenni all’Assemblea costituente, con Mancini negli anni difficili dei cosiddetti «poteri forti», con Bettino Craxi nella trattativa per la salvezza della vita di Aldo Moro, con il Partito e con molti dirigenti socialisti nel drammatico biennio di «mani pulite» quando irremovibile fu la sua critica contro ogni deriva giustizialista, lui che del nuovo rito processuale penale, finalmente accusatorio, a pieno titolo può considerarsi padre putativo.
Vassalli è stato un grande Socialista, forse l’ultimo epigono della generazione dei socialisti, da Nenni a Saragat e Pertini (alla cui liberazione dalla persecuzione fascista di Regina Coeli nel 1943 aveva eroicamente contribuito), forgiati nell’esilio, nella lotta contro l’oppressione, nella resistenza, nel carcere.
Autorevole pur senza aver mai controllato una sola tessera o fidelizzato un solo dirigente
, ha concorso a scrivere la storia del Socialismo italiano con il prestigio solo della forza delle idee e della coerenza del Riformista che nel 1947 aveva saputo dissentire da Nenni sul Fronte popolare.
La sua casa romana sul Lungotevere Vallati, a due passi da quel Ministero di Grazia e Giustizia che lo vide per ben tre volte autorevole Guardasigilli, con i suoi tre saloni in fila al piano terra, nei quali a volte riceveva qualche amico, era un «tempio del sapere» che avrebbe inculcato soggezione a chiunque: migliaia di libri sempre perfettamente ordinati, eppur vissuti, occupavano tutte le pareti fino al soffitto; il suo Studio professionale, non a caso in via della Conciliazione a pochi passi dal Vaticano (del quale suo Padre Filippo, il grandissimo giurista, civilista, laico era stato ascoltato consigliere nei momenti difficili) si presentava con la tranquillità, austera ma rassicurante, dell’aristocrazia professionale e scientifica.
Giuliano Vassalli ha avuto amici anche in Puglia: stimato molto dall’ambiente universitario giuridico e dal Foro barese.
Dell’indimenticato Gaetano Contento, penalista insigne e docente di diritto penale nella nostra Università, Vassalli ebbe un concetto altissimo, in particolare per la sua opera sui Reati contro la Pubblica amministrazione: di eccezionale valore scientifico, mi disse personalmente.
Aveva grandi amici fra i socialisti: Rino Formica, compagno delle esperienze di partito fra gli anni ’47 e ’52; e poi Peppino Di Vagno (jr.) con una frequentazione personale e familiare di là da quella solo politica, e al quale sono debitore, in anni ormai molto lontani, del mio primo incontro con lui.
E Beniamino Finocchiaro, deputato socialista di Molfetta, primo Presidente del Consiglio Regionale di Puglia, Presidente della RAI, fondatore della Rivista Politica e Mezzogiorno che in più di una occasione ospitò suoi scritti: e che Vassalli volle commemorare - da par suo - a Molfetta qualche mese dopo la morte, accomunati entrambi dalla stessa decisione di lasciare il mondo silenziosamente, senza dare fastidio.
Informato della Fondazione Di Vagno, incoraggiò a coltivarne il progetto e quando fu invitato nel 2005 per la presentazione alla Camera dei Deputati del volume “Giuseppe Di Vagno (1889-1921) Documenti e Testimonianze” assieme a Rino Formica e Simona Colarizi, dette un contributo, rigorosamente preparato, di grande rigore storico e politico che comparirà nel Volume di imminente pubblicazione per le Edizioni Palomar.
Pochi mesi fa avevo con lui un appuntamento, a casa sua, a mezzogiorno: puntuale varcai il cancello della villa umbertina, un giardiniere m’informa che «il professore» qualche minuto prima aveva lasciato la casa in autoambulanza per l’ospedale; sulla soglia di casa, trepidante, la governante che già mi aveva accolto altre volte, mi porge le scuse del «professore» che per oltre un’ora aveva cercato il mio telefono per informarmi di quel suo diverso impegno. Grande, Giuliano!
I giuristi studieranno a lungo sui suoi libri; i socialisti leggeranno i suoi scritti; i testimoni, si spera, racconteranno quanto sia stata grande la sua militanza.
A noi oggi non resta che il rammarico per non averlo potuto salutare l’ultima volta, tutti assieme, i socialisti, con un Ciao Giuliano!
La drammatizzazione del lutto avrebbe reso più sopportabile, se possibile, dolore e rimpianto.

A gamba tesa nelle primarie del PD per evitare il disastro di un Veltroni bis.

di Carlo Pinto

Cari Compagni Socialisti,
domenica viene offerta ai cittadini l’opportunità di scegliere il segretario Nazionale del PD tra tre candidati: Bersani, Franceschini e Marini.
Tra i requisiti per poter partecipare alla scelta ,il fondamentale è essere un elettore del PD o perlomeno dichiarare di volerlo essere.
Tutto potrebbe apparire un fatto interno ad un partito , se non fosse molto aleatorio prevedere come voterà un sedicenne e , data la segretezza del voto , come hanno votato o voteranno i volontari che si presenteranno alle urne.
A questo punto occorre chiedersi da chi e come sarà garantita la legittimità del risultato in assenza di una platea elettorale qualificata.
I cittadini hanno potuto constatare che è stata effettuata in Puglia una vera e propria campagna elettorale con il ricorso ad esosi strumenti pubblicitari in qualche caso più adatti ad un detersivo che non a qualificare un dirigente politico. ( molti leader , poca politica)
Malgrado questi evidenti limiti , "l’Eletto" influenzerà le politiche della sinistra del Paese per i prossimi anni e se guardiamo al recente passato i guasti fatti dall’eletto ,con primarie Walter Veltroni , hanno danneggiato in maniera irreversibile la sinistra a tutto vantaggio del più esaltato Berlusconismo.
Possiamo noi Socialisti essere estranei osservatori di ciò che avviene nel PD che comunque concorre con noi in maniera condizionante e determinante per una alternativa alla destra ed all' ormai dilagante potere di Berlusconi?
Senza sentirmi invasore di un territorio che in parte mi appartiene non posso esimermi dal ritenere Franceschini, già corresponsabile del fallimento di Veltroni e pervicace continuatore della sua fallimentare politica, una scelta inadatta ed inopportuna per il rilancio di una nuova stagione politica , dove la sinistra riformista possa ritrovarsi in un progetto politico che la ricandidi al governo del Paese.
Senza nulla togliere a Marino che ben rappresenta la sinistra laica e riformista ma non ha sufficiente spinta verso la sua affermazione che resta auspicabile in confronti futuri, non resta che esprimersi a favore di Bersani che meglio rappresenta una sinistra riformista e di governo che si proietta nella modernità senza rinunciare a quanto di positivo può essere recuperato dalle esperienze passate.
Tutto quanto sopra per dire ai compagni Socialisti iscritti che non è opportuno che partecipino direttamente al voto delle primarie PD ma che non rinuncino a spendersi per consigliare i loro conoscenti a votare per Bersani.
Fui facile Cassandra a prevedere i disastri che avrebbe comportato la scelta Veltroni ,non vorrei che si ripetesse la storia con l’elezione di Franceschini.

Comunicato Segreteria Regionale PSI Puglia


La Segreteria Regionale del Partito Socialista all’unanimità:
Stiamo con Sinistra e Libertà

Lunedì 19 Ottobre- Bari-
I socialisti stanno con Sinistra e Libertà. E’ quanto emerso nel corso della segreteria regionale, alla presenza dei consiglieri regionali e dei membri della direzione nazionale, dopo una ampia e partecipata riflessione.
Nel corso dell’incontro, in sostanza, è emersa la decisione da parte del PS di scendere in campo nelle prossime competizioni regionali con il simbolo di Sinistra e Libertà. Nel contempo, è stata pure ratificata la decisione, maturata peraltro, nel corso dell’assemblea di Bagnoli, di tenere subito dopo le elezioni di marzo, il congresso fondativo del nuovo soggetto politico del quale le assemblee programmatiche regionali e nazionali, a breve, dovranno delinearne la fisionomia.
La fisionomia di una sinistra rinnovata, moderna e riformista con vocazione di Governo.
Queste le premesse che sottendono pieno appoggio alla ricanditatura di Nichi Vendola a presidente della Regione Puglia, per la quale il PS auspica la più ampia convergenza delle forze politiche della coalizione di centro-sinistra quale premessa essenziale per l’allargamento ad altre forze politiche sulla base di un Progetto Puglia per il prossimo quinquennio.
Nel contempo, il Partito Socialista guarda con attenzione al Congresso del PD, nella convinzione che si pongano le condizioni per costruire una valida alternativa di governo e che da esso possa emergere un gruppo dirigente che in Italia ed in Puglia colleghi il progetto di una sinistra moderna alla cultura ed ai valori del socialismo europeo.
Segreteria Regionale PSI Puglia
i Segretari delle Federazioni Provinciali del PSI

Comunicato ufficiale della segreteria provinciale del PSI Bari.

Federazione Socialisti terra di Bari



L’improvvisa ed inattesa presa di posizione di Nichi Vendola, sulla scia di aut aut e di pressanti forzature di esponenti come Fava,Guidoni ed altri, perché si vada – subito – alla celebrazione di un congresso nazionale di Sinistra e Libertà, con lo scopo dichiarato di fondare un Partito, non solo contravviene a quanto deciso, a larga maggioranza, neanche un mese fa a Napoli, nel corso di un’affollata assemblea nazionale della stessa.

Essa contribuisce purtroppo ad aumentare tensioni e confusione, asprezze e rigidità, che non aiutano certo a rendere più costruttivo il dialogo in atto tra le diverse realtà e sensibilità politiche e culturali presenti in SeL che costituiscono il punto di partenza e la risorsa per la costruzione di una Sinistra moderna e proiettata verso il futuro.

I socialisti di Terra di Bari, sin dal loro congresso costitutivo unitario, nel giugno 2008, sono stati i promotori politici che, primi nel panorama politico pugliese e nazionale, lanciarono unitariamente e collettivamente una nuova stagione di unità e di impulso per un grande processo unitario della sinistra emancipatrice e riformista, anche sulla scia della esperienza politica, della primavera pugliese, che vede in Nichi Vendola un indiscusso protagonista.

La decisione unanime e collettiva assunta allora è stata portata avanti con passione e coerenza, non senza sofferenze, da tutta la federazione e soprattutto da tutti i compagni delle sezioni socialiste, in un convinto processo politico che ripartisse proprio dalle passioni e speranze vive della base e delle nostre comunità territoriali.

Questi sforzi hanno trovato un esaltante risultato collettivo nelle elezioni europee, con un significativo consenso elettorale conseguito in tutta Italia. E nelle elezioni provinciali e comunali dove la Terra di Bari è stata esempio di coerenza e di consenso popolare con la presentazione di liste unitarie di “Sinistra e Libertà”, sacrificando molte legittime e storiche rappresentanze locali di forte radicamento socialista, per far evolvere il processo unitario della sinistra emancipatrice e riformista che nel frattempo si era unita in “Sinistra e Libertà”.

I Socialisti di terra di Bari, in un momento confuso, travagliato e incerto per il processo unitario da loro voluto sin dal congresso fondativo, ribadiscono pertanto con convinzione politica che i valori del Socialismo e della Libertà debbono continuare ad essere “Lievito” di coesione e di crescita del processo emancipatore della sinistra, non possono non valutare, quindi negativamente le espressioni personalistiche e ancor più proposte politiche potenzialmente di rottura dell’importante processo di collaborazione attiva e di prospettiva di tutte le forze che sono impegnate, nella pluralità dei valori, a costruire un percorso unitario e di progresso.

Con ostinata coerenza e lucidità, quindi, i socialisti di Terra di Bari, terranno fermi i loro comportamenti all’interno di “Sinistra e Libertà” riconoscendosi nella proposta di sintesi fatta da Nichi Vendola ed approvata dall’assemblea di Napoli, ribadita nelle decisioni della segreteria nazionale e regionale dei socialisti; terranno ferma la scelta congressuale di prospettiva: essere collante e motore ad un tempo di una evoluzione positiva e fruttuosa della collaborazione politica in tutte le Città, Province e nella Regione Puglia delle forze di progresso, di tutta la sinistra e del centro-sinistra, di movimenti e soggetti della società civile e giovani generazioni.

Un rinnovato impegno unitario e solidale, tra partiti o aree politiche e tra “classe” politica e popolo di Puglia e di Bari, donne, uomini e giovani della nostra Terra, che vogliono essere protagonisti del processo collettivo di cambiamento iniziato insieme con Vendola, perché si passi da una Puglia “ laboratorio-politico” di una grande alleanza politica per il Sud, ad un impegno concreto per un Nuovo Meridionalismo.


Bari, 16 ottobre 2009.
Il segretario della Federazione Socialista di terra di Bari
Gino Laroccia

Comunicato della Segreteria Regionale PS Puglia.

Bari 14. 10.2009

Ai segretari Provinciali del PSI

Ai segretari di Sezione del PSI

Ai consiglieri Regionali del PSI

Ai consiglieri e assessori Provinciali del PSI

Ai consiglieri e assessori Comunali del PSI

Ai mezzi d’informazione Pugliesi

LL.SS.



Con la presente confermiamo che la posizione del PSI a tutti i livelli è quella di proseguire con il progetto di “Sinistra e Libertà” così come approvato dal documento della 1^ assemblea di Napoli - Bagnoli.
Il voto dell’assemblea ha deciso a favore della presentazione delle liste di SeL alle prossime elezioni Regionali e che entro il mese di Giugno 2010 si dovrà celebrare il Congresso di “Sinistra e Libertà”, dopo il Congresso del PSI che a sua volta dovrà decidere della propria sopravvivenza o meno.
Qualsiasi ipotesi di celebrazione del Congresso di SeL prima della fine del 2009 ci vede totalmente contrari.
Resta confermata, per lunedì 19 alle ore 17 presso la segreteria Regionale, la prosecuzione della riunione tenutasi il giorno 8 u.s.
Fraterni saluti

La Segreteria Regionale
Lello Di Gioia


COMPAGNI, MOBILITIAMOCI A DIFESA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E DELLA COSTITUZIONE.


di Gianvito Mastroleo

Scrivo queste poche parole ancora scioccato dal delirio berlusconiano manifestatosi nella trasmissione Porta a Porta (7.10 ore 23).
Non contento della precedente dichiarazione «sappiamo il presidente della repubblica da che parte sta» nell’immediatezza della coscienza del dispositivo della sentenza e della risposta di Napolitano «sto dalla parte della Costituzione» che avrebbe dovuto mettere fine all’irriguardosa polemica, intervenendo a gamba tesa alla trasmissione di Bruno Vespa, Berlusconi ha accusato il Presidente Napolitano:
· di essere di sinistra, come i suoi due predecessori,
· di aver nominato anch’egli alla Corte Costituzionale giudici di sinistra,
· di non essere intervenuto per convincere due giudici (di sinistra) ad aggiungersi ai sei (dichiaratamente di destra) per formare la maggioranza necessaria per dare il via libera di costituzionalità al lodo Alfano.
Incredibili le accuse, ancora più irrispettosa la concezione di Berlusconi della Corte Costituzionale che «da questa sera» - secondo la dichiarazione non meno allucinata di Maurizio Gasparri - «non è più un organo di garanzia»: che, evidentemente, sarebbe rimasta organo di garanzia se, formata da giudici di destra nominati da un Presidente di destra!
Non siamo più allo scontro politico, siamo di fronte ad una concezione eversiva dello Stato e dei suoi Organi di garanzia: che sono tali (di garanzia) se le decisioni sono favorevoli, non al Presidente del Consiglio come figura istituzionale, ma a Silvio Berlusconi come persona fisica che incarna il ruolo di Presidente del Consiglio!
Nei giorni e nei mesi avvenire – conosciute le motivazioni - gli studiosi di Diritto Costituzionale si eserciteranno nel commento, nelle critiche (tutte possibili) della Sentenza, sulla sua coerenza con precedenti deliberati.
La politica, se riuscirà a riconquistare la serenità e l’equilibrio smarriti, farà sentire la sua voce.
Oggi, da subito occorre reagire fermamente all’affermarsi nel Paese della concezione berlusconiana degli organi di garanzia costituzionale e del ruolo del Capo dello Stato, con un forte mobilitazione a sostegno dell’ultimo presidio democratico del Paese contro la barbarie giuridica e democratica che esprime il Presidente del Consiglio e la sua corte.
Per riaffermare alcuni principi fondamentali per la DEMOCRAZIA:
a) Che la sentenza della Corte Costituzionale non mette in discussione la legittimazione di un Governo che ha la maggioranza e deve governare, purchè nell’interesse del Paese;
b) Che le sentenze dei giudici possono essere criticate quando non sono impugnabili (come quella della Corte Costituzionali), debbono essere solo impugnate (come quella dei Giudici di Milano sul lodo Mondadori) ma debbono essere rispettate da tutti, dall’ultimo cittadino come da Silvio Berlusconi, il più ricco di tutti;
c) Che il Presidente della Repubblica non può e non deve essere messo in discussione, mai: perché il Presidente Napolitano sta facendo il suo dovere come nessun altri, e perché questo richiede il comune «senso dello Stato», della cui mancanza Berlusconi e i suoi seguaci stanno offrendo ampia e ripetuta prova.
Per queste ragioni facciamo sentire alta e chiara la nostra voce di democratici e di socialisti, innanzitutto presso i compagni tutti, organizzando assemblee e riunioni a tutti i livelli, nella società e dovunque sia possibile.
Il momento, compagni, è grave.
Non siamo alla vigilia di un nuovo fascismo; ma è innegabile che siamo di fronte ad un nuovo autoritarismo.
La Costituzione con i suoi Organi, a cominciare dal Presidente della Repubblica, deve essere il nostro invalicabile baluardo.
Difendiamoli dovunque e comunque.

BAARIA: FALSIFICAZIONE DELL'ITALIA CONTEMPORANEA IN VERSIONE PCI.


di Caludio Bellavita

Esco da Baaria. Grande film epico, ottimi i personaggi, le inquadrature, molta poesia e grande musica. Ma perchè Tornatore deve falsificare la storia a uso del PCI, che tra l'altro non esiste più? Ci sono due scene consecutive che ho trovato intollerabili per falsità faziosa. Prima una scena nella sezione PCI di Bagheria: tutti avviliti perchè un esponente PCI dal nome di fantasia ha lasciato il PCI per il PSI. Dovremmo essere nei primi anni 60. Scena successiva: grande panorama da una montagna dove si indicano i paesi dove esponenti sindacali o politici sono stati eliminati dalla mafia. 4 nomi su 5 sono di martiri socialisti. Con quale diritto Tornatore si appropria dei miei eroi e dei miei miti, subito dopo avere detto che i socialisti sono infidi?E' la grande truffa della storia contemporanea d'Italia in versione PCI, per cui l'antifascismo, la resistenza, la costituzione,e ora anche la lotta contro la mafia sono state fatte solo dal PCI. Prossimamente apprenderemo che anche l'Europa e le riforme del centro sinistra sono opera del voto contrario del PCI, e , se Tornatore dovesse fare un altro film, apprenderemo che pure Borsellino era vicino al Pci, che ha avuto il merito di chiamare Falcone a lavorare al ministero. Non ci resta che sperare nella Gelmini, che chieda di adottare sulla storia contemporanea solo testi redatti in Inghilterra.

GINO GIUGNI.TRAGHETTO’ I LAVORATORI DAL CORPORATIVISMO AL PROTAGONISMO DEI DIRITTI.


di Gianvito Mastroleo


E’ morto Gino Giugni, aveva 82 anni la gran parte spesi per il mondo del lavoro, come solo un Socialista sa fare.
I socialisti, perciò, hanno non solo il dovere di non dimenticarLo, ma di ripartire dal Suo insegnamento, prima scientifico e poi politico, per ricostituire a partire da lì la loro identità per il mondo che cambia.
«Sono uno studioso prestato alla politica», amava ripetere, non a torto.
Quando tra la fine degli anni ’60 e il 1970 nacque lo Statuto dei Lavoratori, infatti, del quale a buon diritto è considerato il padre – una delle fondamentali riforme dei governi di centro sinistra con la partecipazione determinante del PSI - Gino Giugni era un professore di diritto, anche se fra i primi scienziati del diritto del lavoro, che collaborava con il Ministro socialista del Lavoro Giacomo Brodolini assieme determinando fase del processo di modernizzazione del sistema del lavoro italiano: da quello corporativo ereditato dal fascismo a quello democratico, che per la prima volta assicurò difese, diritti e protagonismo al lavoratore,sul posto di lavoro e nel sindacato.
Per questo, quello scienziato «prestato alla politica» riuscì ad essere grande anche quando imboccò la via della politica, da Parlamentare e da uomo di Governo, a sua volta dopo qualche anno ereditando quella che fu la missione di Brodolini.
Gino Giugni, come è stato scritto, non cercò mai il potere per il potere ma lo ha sempre esercitato al fine unico di «realizzare il modello di democrazia e di giustizia che lui stesso aveva affinato in una vita di studio e di dialogo aperto con le correnti più vive e feconde».
Uomo cerniera fra Sindacati e Istituzioni fu per questo, nel 1984, colpito dalle brigate (sedicenti) rosse che tentarono di ucciderlo: come Tobagi, Rossa, Tarantelli prima di lui, e Marco Biagi dopo di Lui.
Tutti socialisti, come Lui.
Bari ha il dovere di ricordare Gino Giugni, non solo per la sua missione di politico militante ma anche come Docente fra i più illustri nella nostra Università: dove ha lasciato un segno indelebile, ha fondato e diretto prima l’Istituto di Diritto del Lavoro e poi la Scuola di specializzazione, entrambi fra le più feconde d’Italia, tributarie verso molte Università Italiane di una schiera di Docenti fra i più insigni nel loro campo.
I Socialisti di Bari hanno il dovere di ricordarlo perché, già negli anni ’70, non tenne mai un atteggiamento distaccato dalle loro vicende: fu anzi vicino in alcune battaglie culturali più significative.
Quei socialisti lo hanno riabbracciato nel dicembre 2005 quando il Comune, con il Sindaco Emiliano, volle conferirgli la Cittadinanza Onoraria e quando Lui, pur colpito ormai inesorabilmente dalla malattia, non volle tradire le aspettative della Città e della Sua Scuola: ma anche dei socialisti che riuscirono ad «infiltrarsi» nella cerimonia, nonostante la grave omissione: Il documento ufficiale con il quale il Consiglio Comunale di Bari lo annoverava fra i suoi Figli più illustri, dettato da una mente radical-schic ma intrisa di vetero-settarismo antisocialista, e scritto da mani smemorate, aveva omesso di ricordare che era stato Socialista.
Giugni, infatti, fu ed è rimasto socialista: alla ricerca di una «via nuova» per il Socialismo italiano, illudendosi o sperando, aderì al richiamo della dalemiana «cosa due»: ritraendosene ben presto, tornò nella casa dei socialisti, lo SDI, che simbolicamente lo elesse suo Presidente, anche se il male ne aveva già decretato la fine inesorabile.
Ci sono vari modi di scrivere la Storia e preservare la Memoria: come volontà di progresso o come risacca (Bocca).
Noi socialisti preferiamo che la Memoria di Giugni sia preservata come volontà di progresso: affinchè, passata questa stagione di buio della politica priva di ogni traccia di riforme, quando si passerà a ripensare alla riforma strutturale del Lavoro, l’insegnamento di Gino Giugno sarà ancora indispensabile per scrivere lo Statuto dei lavori.
6 ottobre ’09

6 Ottobre :Il Meeting mondiale dei giovani oggi fa tappa a Trani.

Appuntamento il 6 Ottobre alle 16,30 al Monastero di ColonnaTrani, dopo Bari, Taranto, Lecce e Brindisi ospiterà oggi, martedì 6 ottobre, il tour di presentazione pugliese del Meeting mondiale dei Giovani (NMC, in esperanto Ni Mondlokaj Civitanoj - Noi Cittadini Globali e Locali), un evento che la Puglia ospiterà nel febbraio 2010.
Il Meeting è un’iniziativa promossa dalla Regione Puglia, nell’ambito del programma per le politiche giovanili, insieme alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ministro della Gioventù e all’Agenzia Nazionale per i Giovani.
L’obiettivo è accrescere la partecipazione dei giovani a politiche e scelte di governo che favoriscano lo sviluppo di un futuro sostenibile per tutti.
Al Meeting parteciperanno circa 500 giovani rappresentanti di organizzazioni giovanili di base provenienti da tutto il mondo. Sarà un’occasione per condividere idee ed esperienze e prendere decisioni a cui dare corso insieme, confrontandosi con decisori politici, attori economici e sociali, rappresentanti di organizzazioni internazionali e di centri di conoscenza. Per la promozione del Meeting è stato avviato un tour di presentazione che dopo aver toccato i capoluoghi di provincia pugliesi giungerà nelle maggiori città italiane e che avrà lo scopo informare sull’iniziativa, oltre che di favorire la partecipazione di reti e organizzazioni giovanili attive nelle varie realtà territoriali.
La presentazione si terrà il 6 Ottobre alle ore 16.30 presso il Monastero di Colonna di Trani e vedrà il saluto del Sindaco di Trani, Giuseppe Tarantini, del Presidente della Provincia di Barletta-Andria-Trani Francesco Ventola e dell'Assessore regionale alla Trasparenza e alla Cittadinanza Attiva Guglielmo Minervini. Presenteranno l’iniziativa i componenti del gruppo di lavoro Mauro Rotelli, Luca Bergamo, Oronzo CIlli e Francesco Fera.
In rappresentanza della Federazione Giovanile Socialista della Provincia Bat sarà presente il Referente Provinciale Antonio Russo con un gruppo di giovani.
Gli incontri sono aperti a tutti i giovani, alle associazioni giovanili e alle organizzazioni pubblico/private che lavorano sulla partecipazione e le politiche giovanili.
Per informazioni e contatti vi invitiamo a scrivere all\'indirizzo meeting@regione.puglia.it.

E’ morto Gino Giugni , riformista socialista che ha illuminato il diritto del lavoro .

Si è spento all’età di 82 anni il padre dello Statuto dei Lavoratori: Gino Giugni. L’ex ministro del Lavoro è deceduto oggi a Roma dopo una lunga malattia. La CGIL partecipa con profondo dolore al cordoglio. “Esprimo la mia personale commozione e quella di tutta la CGIL per la scomparsa del padre dello Statuto dei lavoratori”, così lo ha salutato oggi il segretario generale dell’organizzazione sindacale, Guglielmo Epifani, nel ricordare la straordinaria figura del giuslavorista. “Giugni è stato un grande protagonista della riforma del diritto del lavoro e della legislazione sociale - ha detto Epifani -, un vero riformatore, un intellettuale di altissimo profilo che ha messo la propria cultura, il proprio impegno di studioso e di politico a disposizione delle lotte per la conquista dei diritti dei lavoratori. Un uomo - ricorda ancora il leader CGIL - che ha pagato duramente il proprio impegno riformista e democratico con l'aggressione del terrorismo brigatista”. Per Epifani e per l’intera CGIL “la morte di Giugni è una grave perdita per il sindacato, per il mondo del lavoro e per tutto il paese”. Gino Giugni era nato a Genova il primo agosto del 1927. Professore di diritto del lavoro all'università di Bari e Roma, è stato presidente del Psi ed è, come ricordato dal segretario generale, considerato il padre dello ‘Statuto dei diritti dei lavoratori’ del 1970. Dottore honoris causa alle università di Buenos Aires e di Nanterre, ha insegnato a Parigi e Los Angeles, ed è stato presidente dell'Accademia europea di diritto del lavoro. Collaboratore negli anni '60 del ministro del Lavoro, Giacomo Brodolini (primo socialista ad occupare quel dicastero negli anni del centrosinistra), negli anni ‘80 Giugni ha presieduto le commissioni ministeriali per la riforma delle liquidazioni e sul costo del lavoro. Nel marzo del 1983 fu vittima di un agguato terrorista. Fu, infatti, gambizzato a Roma dalle Brigate Rosse. Eletto senatore nelle politiche dell'83, Giugni è diventato presidente della commissione Lavoro di Palazzo Madama. Dall'aprile 93 al maggio 94 ricoprì la carica di ministro del Lavoro e della sicurezza sociale del governo Ciampi. Negli ultimi anni ha ricoperto tra l'altro la carica di presidente della Commissione di Garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Domani i segretari generali di CGIL, CISL e UIL, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, ricorderanno la figura di Gino Giugni in una celebrazione che si terrà al CNEL alle ore 12.

Federazione provinciale - PS Lecce- .

Comunicato Stampa
Oggetto: Articolo del 27.09.2009 Sinistra e Libertà

La Federazione Provinciale del Partito Socialista censura le iniziative e prese di posizione di sedicenti rappresentanti locali della coalizione Sinistra e Libertà.
In particolare, il Partito Socialista non riconosce alcun rappresentante della citata coalizione nel Comune di Galatina così come apparso stamane nell’articolo della Gazzetta.
Al momento, in quel di Galatina, così come negli altri comuni del Salento, non è stato individuato il portavoce e/o coordinatore e, pertanto, nessuno può arrogarsi il diritto di rappresentare la coalizione Sinistra e Libertà.
Tali atteggiamenti estemporanei, non costituiscono motivo di costruzione di una formazione politica che è ancora tutta in divenire e che, certamente, rappresenta un potenziale laboratorio di idee e progetti e non una scorciatoia per chi è alla forsennata ricerca di una poltrona.
Cordiali saluti
Per il segretario Provinciale
Enrico Colazzo
L’ UFFICIO STAMPA PS LECCE

COMUNCATO STAMPA - Festa Nazionale SeL-

La Segreteria Regionale del Partito Socialista, a conferma del documento emesso da “Sinistra e Libertà”, denuncia il rischio di possibile confusione del centro sinistra pugliese, soprattutto a causa dei giochi interni al PD e del suo Congresso regionale.
I socialisti trovano del tutto strano che il PD per la scelta del candidato Presidente della Regione – contravvenendo a tutto quanto accaduto fino a ieri –sostenga le primarie a fronte alla doverosa ricandidatura di Nichi Vendola, il quale non solo ha ben operato per il presente ma ha posto le condizioni perché la prossima legislatura possa segnare la svolta definitiva per la Regione Puglia.
Piuttosto, sono sorpresi che anche il Presidente Vendola, anziché rendersi personalmente promotore con tutti i partiti della coalizione – e possibili nuovi alleati - del confronto per la ridefinizione del programma conclusivo e per la prossima legislatura, si lasci irretire nel tentativo – che i socialisti contrasteranno in ogni sede - di circoscrivere a pochi intimi la titolarità delle scelte; soprattutto di fronte alla neppure malcelata presunzione del sindaco Emiliano, con le sue accattivanti esternazioni, di inaugurare in Puglia un nuovo laboratorio che, sulla scia dell’accarezzato leaderismo plebiscitario, possa superare lo schema destra-sinistra per inventarsi nuove non disinteressate ipotesi di soluzioni politiche.
I socialisti rivendicano trasparenza assoluta e si batteranno fino in fondo per conseguire il più ampio consenso possibile nella definizione delle alleanze alla luce del sole e prioritariamente sulla base di un programma chiaro definito con l’iniziativa dei Partiti, auspicabilmente rinnovati nel metodo di lavoro e rappresentatività, e largamente condiviso con i cittadini e le loro rappresentanze, ripartendo dalla candidatura di Nichi Vendola come Presidente il quale, come emerge ogni giorno di più, non è neppure lontanamente sfiorato né politicamente né personalmente dagli accertamenti giudiziari in corso.
Bari 19 settembre ’09

Il Segretario Regionale
On. Lello Di Gioia