29 gennaio 2012




La Federazione dei Giovani Socialisti ha scritto un disegno di legge depositato al Senato della Repubblica, è tempo che in Italia venga pienamente introdotto lo 'ius soli'. Il diritto per i bambini nati in Italia da un genitore immigrato almeno da 5 anni di acquistare subito la cittadinanza italiana. Dobbiamo porre fine al terribile limbo in cui queste persone vivono l'infanzia e l'adolescenza, alla ricerca di un'identità. Sostieni la nostra campagna, abbracciamo i 'nuovi italiani' e rendiamo l'Italia un paese moderno e cosmopolita, unica speranza di salvezza.


Firma la petizione a questo link:
http://www.petizionionline.it/petizione/ius-soli-chi-nasce-in-italia-nasce-italiano/6183

Rinvio Direttivo Regionale PSI

Si comunica che la riunione del Direttivo Regionale del PSI prevista per sabato 28 gennaio è stata rinviata all'11 febbraio alle ore 9:30 presso l'Hotel Excelsior a causa dei noti disagi procurati dalla mancanza di carburante.

NO ALLA MEGA CENTRALE

di Donato Pellegrino
Consigliere Regionale


Il parere negativo espresso, finalmente, dalla Regione alla realizzazione della megacentrale a biomasse di 37 MW nel Comune di Cavallino è l’esito più giusto che doveva avere questa vicenda.
Personalmente mi sono speso a 360 gradi per ottenerlo.
Ho sempre pensato, che questa era un’operazione scellerata avviata da soggetti, privati e pubblici, che operano sul territorio senza responsabilità, mossi solo da smisurata avidità. Questi progetti nascono esclusivamente per fare speculazione sui finanziamenti orientati alla promozione di energia da fonti rinnovabili alternative ai combustibili fossili (petrolio e gas metano).
Di fatto, paradossalmente, producono solo impoverimento dei territori africani di provenienza dei semi da cui si estrae l’olio combustibile, perché ancor meno avrebbero possibilità di coltivare piante alimentari, e dell’area di impianto della centrale, a sud di Lecce in questo caso, per l’impatto dei fumi e della serie di inquinanti prodotti dalla mega centrale.
La realizzazione di questo impianto sarebbe causa certa di soffocamento per qualsivoglia sviluppo delle comunità più prossime all’area. Senza paura di esagerare parlerei di “desertificazione”.
L’intervento ricade nel territorio comunale di Cavallino ma non cela la fitta trama di centri urbani piccoli e prossimi fra loro: pur essendo localizzato nella località “Guarini” di Cavallino, cui è evidente l’appartenenza amministrativa, è circondato ad est da Caprarica di Lecce e da Castrì di Lecce, a nord est da Lizzanello, a nord ovest da San Cesario di Lecce, ad ovest da San Donato di Lecce, tanto che quest’ultimo costituisce il centro urbano più vicino.
Ricordo che il centro abitato di San Donato di Lecce dista dall’area su cui è previsto l’impianto meno di 1 Km, e che questo comune è già gravato dall’inquinamento dell’impianto di smaltimento dei rifiuti urbani di mezza Provincia di Lecce.
Non possiamo quindi distrarci da questa vicenda.
Anzi, sentiamo l’obbligo di tutelare la salute fisica prima e le potenzialità economiche della popolazione residente. Un semplice esempio: chi avrebbe mai interesse a comprare una casa o avviare un’attività commerciale in un paese in cui i fattori inquinanti rendono quasi impossibile vivere?
Solo perseguendo uno sviluppo ecosostenibile si lavora per il benessere di tutti.

Guerre finte carriere vere

di Gianvito Mastroleo

Ma che succede in Puglia, si chiede l’ignaro lettore se leggendo solo i titoli del quotidiano regionale (Gazzetta del Mezzogiorno 25 gennaio pag. 5) vi trova l’appello alle “armi” del Governatore Vendola, non verso non barbari invasori ma il capo del Governo del suo Paese che “farebbe saltare il sud”, e se “infame” è la parola più generosa di un’intervista al fulmicotone?
E se nella stessa pagina apprende di “attacchi” fra Assessori che siedono allo stesso tavolo, della stessa Giunta, dello stesso partito dei quali uno in sospetto più che del solo risentimento per una candidatura contestata (forse giustamente) per la guida della città di Taranto, o per un faraonico progetto saltato?
E se poi nei giorni scorsi, sempre con la stessa strategia di guerra permanente, il Sindaco di Bari spari a zero contro Monti, ma anche contro Vendola e l’universo mondo, appellarsi ad alleanze più diverse, tranne a quella più naturale per il Presidente regionale di quel partito, del Segretario e degli Organi collegiali, innanzitutto regionali sempre del “suo” Partito?
In altri tempi, quelli vituperati ma in corso di riabilitazione fino al rimpianto, nei quali i Partiti politici erano capaci, o non ne erano stati ancora spogliati, di essere davvero cerniera tra società e Stato, unitariamente con Comuni, Province e Regioni, comportamenti e dichiarazioni siffatte, dopo una discussione e decisione collettiva nello stesso partito o con quello alleato, avrebbero comportato il “chiarimento politico”, se non la “crisi” dell’istituzione.
Nulla di tutto questo può accadere oggi, ma non è proprio detto!, perché il capo è lui, è lui che decide, e l’assessore anche quando abbia un partito di riferimento è sotto lo schiaffo di una revoca sempre a portata di decreto, e sempre da parte dello stesso capo: con buona pace della partecipazione, declamata ma sempre rinviata alla prossima occasione.
Ma quel lettore ignaro, già smarrito di fronte al “baratro” del suo Stato prospettatogli da mesi, ma che oggi si sente un pò più orgoglioso per la recente riabilitazione del suo Paese in Europa e non solo, si domanda se quel Governatore, Sindaco e Assessori siano parte dello stesso Stato, della sua stessa Italia, o di un paese diverso se non addirittura “nemico”.
Ma scopre finanche che Sindaco e Assessori militano nello stesso Partito con le maggiori responsabilità verso il Governo nazionale, e che il leader di SEL, quando indossa la sacra toga di Governatore, concorre nella sua unitarietà al Governo dello stesso Paese, con gli stessi interessi e ansie: ma anche con le stesse storiche inefficienze e ritardi di una Regione del Sud, cui l’oltraggiato Ministro Barca, con una circolare, cerca di mettere una pezza.
Per cercare, cioè, di fare in modo che i fondi europei vengano spesi effettivamente, e non solo “impegnati” come fa il Governatore, con indubbia e sapiente maestria nell’uso della parola giusta al posto giusto: perché come lui stesso sa, e finanche meglio del neo Ministro, un conto è impegnare una spesa, altro è spendere davvero i soldi, dopo aver fatto progetti, appalti, aperto cantieri e via di seguito; e sapendo anche che – come si è letto più volte, e si spera più a torto che a ragione – la nostra non si discostata troppo dalla media delle Regioni meridionali, per scarsa capacità, tempestività, a volte scarsamente coerente utilizzo delle risorse europee.
Poi la stessa sera, quello stesso lettore che tuttora si illude di trovarsi all’interno del “sistema Italia”, ai telegiornali assiste a Vendola e Di Pietro che presiedono la stessa conferenza stampa e abilmente filosofeggiano su alleanze di centro sinistra, sull’attualità della foto di Vasto e dintorni, e sempre più smarrito è costretto a concludere che di “guerra” si parla con la nuora per farsi intendere dalla suocera; e che tutto accade a seconda che il mercurio del barometro segnali l’avvicinarsi o l’allontanarsi delle elezioni nazionali (e conseguentemente regionali e comunali), e dunque che il furore della guerra è originato da ben altro che dalla semplice circolare di un ignaro Ministro.

24 gennaio 2012

Font: Antenna Sud

Partito Socialista, nasce il nuovo Avanti
21 gennaio 2012

Non un foglio di partito, ma un giornale aperto a tutti; non più un quotidiano, come in passato, ma dodici numeri all’anno, con cadenza mensile. Ma soprattutto, una nuova e autorevole direzione, che dopo l’ignominia di Valter Lavitola è passata nelle mani di un uomo come Rino Formica. L’Avanti, lo storico giornale del Partito Socialista Italiano, è tornato in edicola. Un evento sottolineato anche a Bari nell’ambito di un incontro con iscritti e simpatizzanti, al quale ha partecipato il presidente regionale pugliese del partito, Gianvito Mastroleo.
Tra i temi di confronto, proposti dall’Avanti, anche quello su una proposta di legge costituzionale, che garantisca ai giovani il doppio voto nelle consultazioni politiche.


il servizio di Antenna sud al link: http://www.youtube.com/user/ANTENNASUD?blend=1&ob=video-mustangbase#p/search/8/mEenqOnMAdY
font: La Repubblica

L' edizione storica dell' Avanti presentata a Bari
22 gennaio 2012 — pagina 2 sezione: BARI

IL PARTITO socialista barese mostra il primo numero dell' Avanti!. La storica testata dei socialisti, uscita il 2 aprile 1894 (la cui unica copia che si conosca è conservata presso l' archivio storico della fondazione Di Vagno a Conversano, assieme alle prime storiche annate) è stata celebrata dal presidente della fondazione, Gianvito Mastroleo, e dal segretario del Partito socialista di Bari, Gaetano Memola, nella sede della federazione, in occasione della ripresa delle pubblicazioni.

COSTITUENTE, SOVRANITA', DOPPIO VOTO AI GIOVANI



Le idee guida del ritorno del quotidiano socialista
di Rino Formica


L’Avanti! è la clessidra che ha segnato il tempo della storia civile e politica del nostro Paese dal 1896. E come la clessidra ad ogni fine di cicloè stato rovesciato. Ciò è avvenuto in due modi:
a) per capacità autonoma di revisione,
b) per impulso esterno violento.
L’Avanti! nei suoi 115 anni di vita ha saputo cogliere le pulsioni profonde delle spinte popolari che hanno agitato tutto il novecento, secolo di guerre, di rivoluzioni e di radicali trasformazioni democratiche.
L’Avanti! dal 1993 non ha potuto parlare a nome del suo Partito, perchè il suo Partito fu sciolto da una minoranza sbandata e stanca che subì suggestioni ed interferenze esterne.
Il tempo è passato, ma non è acqua passata.
Il popolo che l’Avanti! guidò nel secolo di ferro e di fuoco, è ancora in campo non solo per rivendicare nuove conquiste, ma per difendere quelle già garantite dal movimento organizzato del socialismo.
Noi siamo grati ai compagni di Critica Sociale che hanno saputo tutelare legalmente la gloriosa testata dell’Avanti!, ma sappiamo anche che i Partiti della storia socialista del ‘900 non ci sono più o per collasso interno (Psi) o per crollo ideologico (Pci).
E’ questa la ragione che ci spinge a rimettere in campo quel potente strumento di guida e di direzione politica che fu l’Avanti!, non per offrire ad un mondo inquieto e indifeso, una tavola rotonda di neosofisti o una palestra per la riabilitazione dei reduci mutilati e invecchiati, ma per raccogliere forze di un’area vasta della riflessione e della ribellione sociale e di un campo largo di risorse umane che temono il ritorno alle barbarie della guerra di tutti controtutti.
L’Avanti! offre da subito tre temi istituzionali di confronto:
a) Assemblea Costituente per mettere ordine nel caos istituzionale;
b) Legge costituzionale per il referendum popolare sui trattati internazionali che introducano limitazioni di sovranità popolare;
c) Legge costituzionale valida per 10 anni che garantisca ai giovani dai18 ai 40 anni voto doppio nelle elezioni politiche. E’ l’unico patto generazionale possibile ed efficace.
L’Avanti! che noi vogliamo fare (se avrà mezzi e sostegni ) dovrà attrezzarsi, con dottrina e con soluzioni pratiche, a costruire il nuovo Partito di popolo.
Questo Partito non può essere il vecchio Partito che si fa Stato e controlla le energie vitali che la politica non riesce ad esprimere.
Deve essere un Partito di collegamento e di dialettica tra cittadino e Stato. Non un Partito-Stato, ma un Partito nello Stato che sappia vigilare anche su le degenerazioni dello Stato e su le abusive intrusioni di poteri sovranazionali non democratici.
Questi compiti immensi sono affrontabilicon la solitaria forza simbolica di una gloriosa testata? E’ facile rispondere: NO

Ma noi confidiamo nell’effetto valanga.
L’Avanti! come la palla di neve.

http://www.criticasociale.net/files/62_0000014_file_1.pdf?vftid=05d49b035471af48b0fa0ef9b4413e0e&vfuh=e37335c6c10155c6404adeaf50e4fa56

31 dicembre 2011

Auguri


di Gianvito Mastroleo


Carissimi compagni,

la funzione di Presidente regionale del Partito comporta il dovere di inviare a tutti voi, alle vostre famiglie, a tutti i nostri cari gli Auguri più affettuosi e fraterni perché l’anno che ci accingiamo a vivere sia sereno il più possibile, prospero per quanto ciascuno di noi si attende.

Vorrei cogliere l’occasione per un riflessione sul tempo difficile che stiamo vivendo e per il cui superamento credo difficile per tutti una previsione: relativamente alla condizione sia del nostro Paese che del nostro Partito.

Ho letto ieri, come molti di voi, lo scritto di ampio respiro del Presidente della Repubblica Napolitano, che mi permetto consigliare a tutti, in occasione del ricordo di Luigi Einaudi (Repubblica 29 dic., pag. 10-11); all’interno di una visione socialista, liberale, moderna dello stato sociale mi ha particolarmente colpito il riferimento alle “degenerazioni parassitarie del welfare all’italiana” e alla necessità di “rifondare motivazioni, obbiettivi e limiti alle politiche sociali, rimodellandole in coerenza con l’epoca della competizione globale e con le sfide che essa pone all’Italia.”

L’affermazione non sarà condivisa dai tanti populisti in circolazione, ma è di sinistra” e pienamente da condividere solo che si consideri quanto abuso si sia fatto in questi anni per alimentare clientele, per creare vere e proprie “caste di privilegiati”: basti considerare che quella spesa improduttiva è ingiustamente sottratta a quei cittadini o a quelle categorie che ne avrebbero effettivo e maggiore bisogno.

Un tema con il quale un partito autenticamente riformista deve cimentarsi, se è vero che il riformismo dell’azione, perché sia davvero tutto fuorché moderatismo, dovrebbe essere rivoluzionario nel pensiero e nella volontà.

Formuliamo assieme un augurio anche per il nostro Partito: che siamo tutti noi, ciascun militante.

L’Italia, nella fase che vivono le classi più deboli e le giovani generazioni, e che rimanda indietro nel tempo fino all’epoca della rinascita democratica, ha bisogno di un Socialismo moderno.

Fin troppo noti i dati sulla povertà (un quarto della popolazione) e sull’occupazione (non superiore al 59% della popolazione attiva); sono cifre preoccupanti che richiederanno un impegno molto forte del Governo Monti, al quale noi non abbiamo da chiedere altro se non il recupero della capacità riformatrice assieme a migliori condizioni di opportunità per tutti: per il che, più che populismo piazziaiolo e volgare, occorre sicuro riformismo.

Per un Socialismo moderno occorre un Partito aperto che allarghi i suoi orizzonti, che guardi alle giovani generazioni assieme a quello che resta della grande tradizione del PSI, del revisionismo ex comunista, della componente liberaldemocratica e laica ormai priva di ogni riferimento; ma anche strumenti di dibattito e di comunicazione che riescano a parlare al cuore oltre che alla testa dei socialisti.

Lo scorso 30 dicembre (Repubblica, pag. 15) Helmut Schmidt, l’anziano leader tedesco del Socialismo democratico europeo, fra l’altro ha scritto “ […] ma noi non abbiamo bisogno solo di razionalità, ma anche di un cuore che sappia immedesimarsi nei nostri vicini e partner […]”: un principio che è nella nostra storia e che dovrebbe essere assunto da chiunque voglia occuparsi di costruire il futuro.

E dunque, anche dai dirigenti nazionali del nostro Partito ai quali mi permetterei segnalare quanto serva la conoscenza e la rilettura della nostra Storia, perché solo così si può impedire che quel passato di cui vorremmo liberarci possa riprodursi.

La ragione per la quale personalmente, e spero assieme a tutti voi, continueremo ad occuparci della storia dei socialisti e in particolare dell’Avanti!, che una volta riconquistato, per merito sia del Partito che di Critica Sociale, deve rappresentare la sede all’interno della quale si possano riconoscere e ritrovare i socialisti di ieri, quelli di oggi e quelli ai quali dobbiamo consegnare per il futuro la nostra Storia.

Cari compagni, ancora fraterni auguri a tutti.

1 gennaio 2012

23 dicembre 2011

20 dicembre 2011


Carissime compagne e carissimi compagni,

giovedì 22 dicembre p.v. alle ore 18.00 presso la Federazione di Bari in Via Devitofrancesco 10, in prossimità delle Festività del Santo Natale, potremo scambiarci auguri e pensieri e cogliere l'occasione per brindare tutti assieme.

Ci auguriamo di incontrarvi tutti per potervi salutare personalmente.

la Segreteria

Gaetano Memola

16 dicembre 2011

Se non ora, quando?

di Gianvito Mastroleo


Nella seduta di <porta a porta> di ieri 15 dicembre Bruno Vespa, assistito dai guru del sondaggismo italiano, novello talmud della politica, con tanto di tabelle ha annunciato che le previsioni, condivise dai tre esperti, per il Partito Socialista si aggirano intorno allo 0,6% .

Il dato non è importante in sé e per sé, ma per altre due ragioni: intanto, perché dopo tanto silenzio esce dalla voce “altri” e prende ricompare fra le forze politiche meritevoli di essere segnalate una che si richiama al Socialismo italiano; e poi, per l’annunciato il dato delle astensioni, in continuo aumento fino a circa il 46%.

Immagino che il segretario del Partito Nencini oggi si precipiterà a smentire giacchè altri sondaggisti collocano il Partito alla soglia ben superiore dell’1,5%: il che non è poco!

Ma a noi dovrebbe interessare sopratutto il dato relativo alle astensioni che si collocano in quel 46%; elettori che non è detto che si ricredano e sui quali dovremmo lavorare.

Fra gli intervistati che dichiarano l’astensione ci sono i giovani (molti) e i delusi dalla nuova politica (altrettanti), che si è rivelata peggiore della cosiddetta prima repubblica, sempre più rimpianta: fra questi molti socialisti, quelli che dopo la sciagurata diaspora non si sono più ripresi.

Mentre si fa sempre più acuta la crisi della stagione politica che ci lasciamo alle spalle, con il suo bipolarismo anomalo, (l’intervista odierna di Stefania Craxi, Corriere della sera 16 dic., pag. 17 ne è la conferma) specularmente crescono le opportunità per il Socialismo Italiano; a condizione che noi stessi sappiamo intercettare quell’area, abbandonando chiusure, pregiudizi, antichi rancori, e aprendosi ad un socialismo “largo” che con la forza dell’antica tradizione sia capace di parlare con le giovani generazioni, interpretandone le aspirazioni.

E’ quello che seppero fare i socialisti già dall’inizio della loro storia, alla quale è sempre utile tornare, come certifica la straordinaria raccolta dell’Avanti! alla quale mi capita di riferirmi sempre più spesso.

Ed al quale Avanti!, ormai definitivamente recuperato per iniziativa sia del Partito che degli amici e compagni milanesi di Critica Sociale, sarebbe il caso di ritornare come occasione per una grande mobilitazione dei socialisti di ieri e di domani, e per cercare di “allargare” sempre più l’orizzonte comune.

C’è un vasto mondo di socialisti che non si riconosce (spesso a torto) nelle forme organizzative attuali, come conferma l’altissimo, davvero altissimo numero di risposte all’appello lanciato da Critica Sociale; ci sono socialisti ai quali occorre offrire l‘occasione per rinnovare la scelta smarrita della propria identità; tutti questi socialisti hanno figli verso i quali negli anni hanno trasmesso ansie, delusioni, frustrazioni, rammarichi.

E un potenziale grande che è sbagliato liquidare come “vecchio”, come ho sentito dire da qualche compagno a Fiuggi: quel vecchio potrebbe rinnovarsi e rigenerarsi nelle nuove generazioni, solo che fosse motivato e stimolato nella maniera giusta.

“Se non ora, quando …….?” Quello slogan tanto efficace potrebbe essere molto utile anche per noi oggi.