24 gennaio 2010

UN PENSIERO PER FRANCESCO BOCCIA .


Caro Francesco,
ti indirizzo questa riflessione non a caso dopo l’apertura delle urne e prima che siano chiuse.
Ho ascoltato il tuo messaggio-appello a Vendola, ma in realtà diretto a tutti i “democratici pugliesi”, nel quale fai appello …alla terra di Aldo Moro e di Di Vittorio…, con ciò volendo richiamare le due grandi culture per le quali due grandi personaggi – Moro e Di Vittorio, appunto – hanno speso tutto della loro vita: il primo per la Democrazia, il secondo per il Lavoro.
In realtà, mi permetto dirti, questa è anche di Giuseppe Di Vagno (1889-1921) che per la democrazia, per la libertà e contro il nascente fascismo si spese fino al sacrificio della vita.
Ciascuno, di là dalla propria persona, si è incarnato in una cultura politica: Moro nella Democrazia Cristiana, Giuseppe Di Vittorio nel PCI, Di Vagno nel Socialismo italiano.
Mi dispiace perciò, nonostante la tua esperienza con il Labour Party nei pregressi tuoi studi londinesi, che tu trascuri il Socialismo: spero non sulla scia dell’eredità del «berlinguerismo» o, peggio, del «veltronismo» del tuo PD; e neppure, spero, perché « …. i più resistenti a mollare l’osso nella lotta politica sono i vincitori abusivi e gli usurpatori di Palazzo…», come ha scritto di recente Formica.
Mi limiterei a constatare che quando si tratta di appropriarsi delle spoglie tutti si affrettano, quando invece si tratta di riconoscere il ruolo del Socialismo anche in Puglia quasi tutti si dileguano.
Non so chi vincerà la competizione di oggi fra te e Vendola: chiunque fosse il vincitore, e dunque il candidato (spero non solo! anzi, auguri!) Presidente, non dimentichi questo.
Non trascurando neppure che fra i possibili candidati del centro destra potrebbe essercene uno che nel suo curriculum vanta una storia socialista: che sono certo esibirà!
Un amichevole saluto e un augurio di tutto cuore.


Bari 24 gennaio 2009
GIANVITO MASTROLEO